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PERCHE’ NON SONO FELICE? Distacco, distanza e determinazione

Molte persone si chiedono:

“Perché la mia vita non va?”

“Perché non ho ciò che voglio?”

“Perché non mi è facile essere felice?”

La risposta è semplicissima, non sei nel luogo giusto.

Qual è il luogo giusto? Il luogo della fioritura, appunto.

Qual è il luogo della fioritura? È quel luogo dove tu puoi vedere il particolare senza perdere di vista l’insieme, dove tu puoi dirti cosa desideri davvero senza perdere di vista la società che ti circonda, l’unica in grado di sostenerti e darti ciò che ti occorre per essere felice come desideri.

Allora il luogo della fioritura non è un luogo ideale, né astratto, né simbolico ma è un luogo concreto, materiale, pratico.

L’altro giorno uno studente della mia Scuola mi ha chiesto “ma cosa devo fare per migliorarmi ancora?”, poi mentre me lo diceva si è messo a ridere e ha detto “ricordo, so cosa devo fare”. Devi cercare il luogo della fioritura, devi dirti “ah, sì, c’è un luogo dove vedo meglio”, un luogo dove vedi non semplicemente meglio, ma al meglio.

Questo luogo è una mediazione tra tutte le tue capacità, utilizzate per il grande fine della tua vita, che è il tuo personale sviluppo, il tuo personale miglioramento, la tua personale capacità di guardarti intorno e riconoscere chi può aiutarti a realizzare ciò che desideri.

 

Allora ricorda: devi quotidianamente cercare la posizione della fioritura.

Come faccio a sapere se la posizione è giusta?

La domanda è: come fai a non saperlo?

Se non metti nessun fiore, se non dai nessun frutto la posizione è sbagliata.

Appena senti che – in quella condizione – aumentano il vigore, l’interesse, la curiosità, la gioia di vivere, la volontà di frequentare, di incontrare, condividere con gli altri, quello è il luogo giusto.

O certamente è il luogo migliore di quell’altro, dove tutte queste cose non erano presenti.

“Ma allora devo procedere per tentativi?”, e come vuoi procedere?

Se tu non ti apri al cambiamento, il cambiamento non si aprirà a te.

Oggi lo devi decidere, oggi devi dirti che hai diritto ad un nuovo te stesso, ad una nuova vita, a una vita un po’ migliore. Poi quanto migliore la vorrai, lo potrai decidere te. Ma devi iniziare col dirtelo.

 

E sai anche come inizia questa vita migliore, facendo tre cose:

  1. Devi davvero lasciare andare. Sei tu che resti imprigionato, perché sei tu che non molli. Devi mollare la presa. Solo se tu lasci l’esser posseduto, colui che ti possiede si allontana da te. Se continui a stringere, mentre dichiari – a parole – che vuoi allontanarti, non potrai farlo. Devi lasciare andare.

 

  1. Devi poi compiere un’azione forte: non muoverti nella confusione e nell’oscurità, ma fermati. Fermati e cerca la messa a fuoco. C’è un punto e un punto soltanto dove tu sei capace di vedere al meglio delle tue capacità attuali. Perché sottolineo, ogni volta, attuali? Perché il tuo cervello è plastico, quindi è evolutivo.

Se oggi ti impegni a mettere a fuoco, la tua capacità di mettere a fuoco aumenta. E più diventi capace di vedere i particolari, più la tua vita cambia velocemente perché il cambiamento è il particolare.

  1. DETERMINAZIONE: Io determino me stesso perché ti dico che sono in grado di riconoscerti, di salutarti. In questo caso, salutarsi, riconoscersi significa dare ad ognuno il giusto posizionamento. Quindi, sono in grado di dire a te chi sono io e cosa mi aspetto da te.

Allora, durante la tua giornata ricorda questi tre elementi che possono fare la differenza per te e per tutti quelli che ti stanno intorno: distacco, distanza e determinazione.

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